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WRC Portogallo 2026, Ogier detta il ritmo: Neuville insegue, Toyota allunga nel mondiale

Sébastien Ogier guida il Rally del Portogallo 2026 davanti a Thierry Neuville. Toyota domina sulle sterrate lusitane, ma Hyundai resta in lotta nel WRC.

Redazione Ultimogiro · 9 maggio 2026 · 4 min di lettura

Sébastien Ogier al comando del Rally del Portogallo 2026 davanti alla Hyundai di Thierry Neuville durante una prova speciale del WRC.
Grafica: Ultimogiro.net

Il Rally del Portogallo entra nel vivo tra polvere, strategie e distacchi minimi

Il Rally del Portogallo 2026 sta regalando uno dei weekend più intensi dell’intera stagione WRC. Le sterrate lusitane, da sempre tra le più selettive del mondiale, stanno mettendo a dura prova piloti, vetture e pneumatici, in una gara che dopo le prime giornate ha già mostrato tutti gli ingredienti delle grandi classiche del campionato.

A prendersi la scena è ancora una volta Sébastien Ogier. Il francese della Toyota ha chiuso davanti dopo una giornata complicata ma estremamente concreta, confermando un feeling speciale con le strade portoghesi. La sua leadership, però, è tutt’altro che rassicurante: Thierry Neuville resta incollato al vertice e continua a mantenere altissima la pressione sulla GR Yaris Rally1 numero 17.

La sensazione, entrando nella fase decisiva del rally, è che tutto possa ancora cambiare. I distacchi ridotti e le condizioni del fondo stanno infatti rendendo ogni prova speciale potenzialmente decisiva.

Ogier sfrutta esperienza e gestione: “Bisognava restare puliti”

Sulle speciali del venerdì Ogier ha costruito il proprio vantaggio soprattutto grazie alla gestione. Il nove volte iridato ha evitato errori nelle sezioni più rovinate del percorso e ha sfruttato al massimo l’esperienza accumulata in una gara che conosce meglio di chiunque altro.

Il pilota Toyota ha sottolineato come la priorità fosse restare lontano dai problemi nelle prime prove della giornata, quando la polvere sospesa e le pietre smosse rendevano estremamente difficile trovare continuità. Solo nel pomeriggio il francese è riuscito ad aumentare il ritmo, trovando una finestra migliore di setup e maggiore fiducia sulla vettura.

La sua capacità di leggere la gara continua a fare la differenza. In un mondiale sempre più equilibrato e aggressivo, Ogier resta il riferimento assoluto quando si tratta di amministrare pressione e strategia.

Neuville risponde colpo su colpo: Hyundai resta in corsa

Se Toyota sembra avere qualcosa in più sul piano complessivo, Hyundai continua a restare pienamente agganciata alla lotta per la vittoria grazie a Thierry Neuville. Il campione del mondo in carica ha reagito con personalità dopo un avvio non perfetto e nelle prove più lunghe del rally ha mostrato un passo estremamente competitivo.

La i20 N Rally1 è apparsa particolarmente efficace sulle speciali più abrasive, permettendo al belga di recuperare secondi preziosi soprattutto nella seconda parte della giornata. Neuville ha spiegato di aver trovato progressivamente maggiore confidenza con il comportamento della vettura, soprattutto nei tratti più veloci dove il grip cambia continuamente passaggio dopo passaggio.

Hyundai sa di giocarsi molto in Portogallo. Dopo il dominio Toyota nella prima parte di stagione, il team coreano ha bisogno di un segnale forte per riaprire concretamente la corsa al mondiale.

Oliver Solberg e Pajari confermano il nuovo corso Toyota

Tra le note più interessanti del weekend c’è la crescita costante di Oliver Solberg. Il pilota svedese aveva impressionato nella fase iniziale del rally prendendosi addirittura la leadership provvisoria grazie a un approccio aggressivo ma estremamente pulito.

La sua gara ha poi subito un rallentamento dopo una leggera uscita di strada, ma il ritmo mostrato conferma come Toyota possa contare su una generazione di giovani sempre più competitiva.

Ottime indicazioni sono arrivate anche da Sami Pajari. Il finlandese ha firmato tempi di alto livello pur convivendo con problemi alla vettura, dimostrando velocità e maturità nelle speciali più tecniche del percorso portoghese.

Toyota, oggi, non sembra soltanto la squadra più veloce. Sembra soprattutto quella con più profondità di organico e maggiore continuità tecnica.

Adrien Fourmaux spreca una grande occasione

Il grande rammarico di Hyundai porta invece il nome di Adrien Fourmaux. Il francese era riuscito a portarsi davanti grazie a una scelta gomme molto aggressiva, interpretando perfettamente l’evoluzione del fondo nella fase centrale del venerdì.

La sua corsa si è però complicata rapidamente tra problemi ai freni e due forature che hanno cancellato il vantaggio accumulato. Fourmaux ha perso terreno importante ma resta comunque uno dei piloti più veloci del weekend, elemento che potrebbe ancora influenzare la lotta al vertice nelle ultime giornate.

Le strade del Portogallo restano decisive nel mondiale WRC

Il Rally del Portogallo continua a rappresentare uno dei passaggi chiave della stagione mondiale. Le celebri speciali di Arganil, Amarante e Fafe stanno ancora una volta facendo selezione naturale, premiando chi riesce a combinare velocità, gestione gomme e capacità di lettura del terreno.

La prova di Fafe, con il suo iconico salto finale, si prepara già a diventare il centro dell’attenzione nella Power Stage conclusiva. Ma prima servirà sopravvivere a una delle tappe più dure dell’anno, dove il rischio di forature e problemi meccanici resta altissimo.

Anche per questo il Portogallo continua a essere considerato uno degli appuntamenti più spettacolari e autentici dell’intero mondiale rally.

Classifica corta e mondiale apertissimo

Con il campionato ormai entrato nella sua fase centrale, il Rally del Portogallo potrebbe cambiare gli equilibri della stagione 2026. Ogier punta a rafforzare la rincorsa al titolo con una delle sue gare simbolo, mentre Neuville vuole impedire a Toyota di scavare un solco troppo profondo nella classifica iridata.

Alle loro spalle, Evans, Solberg e Pajari continuano a restare pienamente in partita in un mondiale che, gara dopo gara, si sta confermando tra i più combattuti degli ultimi anni.

E sulle sterrate portoghesi, dove basta una pietra nascosta o una scelta gomme sbagliata per ribaltare tutto, la sensazione è che il meglio debba ancora arrivare.

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