Aprilia domina il GP d’Olanda, mentre la Desmosedici vive un fine settimana da dimenticare. Tra problemi tecnici, penalità e mancanza di ritmo, Ducati perde terreno nella lotta al Mondiale.
Per mesi Ducati aveva rappresentato il punto di riferimento della MotoGP. Ad Assen, però, gli equilibri si sono ribaltati. Il Gran Premio d’Olanda ha consegnato alla casa di Borgo Panigale uno dei weekend più complicati della stagione 2026, con nessuna moto sul podio, Francesco Bagnaia costretto al ritiro e Marc Márquez incapace di lottare per le posizioni di vertice.
Mentre Aprilia monopolizzava la scena con la storica doppietta Trackhouse di Ai Ogura e Raúl Fernández e il terzo posto di Jorge Martín, Ducati si è ritrovata per la prima volta a inseguire senza avere risposte tecniche immediate.
Un’Aprilia imprendibile fin dalle prove
Le difficoltà della Desmosedici non sono nate in gara.
Fin dalle prime sessioni del weekend il TT Circuit di Assen ha evidenziato un’Aprilia particolarmente competitiva nei curvoni veloci e nella percorrenza, caratteristiche che hanno permesso alle RS-GP di occupare stabilmente le prime posizioni in ogni turno.
Anche Marc Márquez aveva ammesso prima della gara che il divario appariva difficile da colmare, riconoscendo come il team potesse soltanto limitare i danni su una pista poco favorevole alle caratteristiche mostrate dalla Ducati durante il weekend.
Bagnaia, un weekend da dimenticare
Per Francesco Bagnaia il Gran Premio d’Olanda si è trasformato in un incubo.
Dopo una Sprint già complicata, condizionata anche da una penalità per i limiti della pista, il pilota italiano non è mai riuscito a trovare il ritmo dei migliori.
La domenica è andata ancora peggio. Un problema tecnico ha costretto Bagnaia al ritiro quando la rimonta sembrava ormai compromessa. Il doppio zero di Assen pesa enormemente sia sul morale sia sulla classifica, in un momento già delicato dopo l’annuncio del suo passaggio ad Aprilia a partire dal 2027.
Marc Márquez limita i danni, ma non basta
Anche Marc Márquez ha vissuto un weekend insolito.
Il campione spagnolo non è mai sembrato a proprio agio sulla Desmosedici. In gara ha cercato soprattutto di raccogliere punti preziosi, ma una penalità per aver oltrepassato i limiti della pista nell’ultimo giro lo ha relegato al settimo posto finale.
Per un pilota abituato a lottare per la vittoria, il risultato di Assen rappresenta un evidente passo indietro, soprattutto considerando il dominio mostrato dall’Aprilia per tutto il fine settimana.
Di Giannantonio salva l’onore Ducati
L’unico sorriso per Borgo Panigale arriva da Fabio Di Giannantonio.
Il pilota del VR46 Racing Team ha concluso quarto dopo una gara di sostanza, riuscendo a recuperare terreno nonostante un long lap penalty. È stato il miglior pilota Ducati al traguardo, confermando la propria crescita e limitando almeno in parte i danni per il costruttore italiano.
Cosa significa questo risultato per il Mondiale?
Assen potrebbe rappresentare un punto di svolta della stagione.
La superiorità mostrata da Aprilia non è stata episodica, ma si è vista in ogni fase del weekend: qualifiche, Sprint e Gran Premio. Ducati dovrà analizzare con attenzione quanto accaduto, perché il vantaggio tecnico accumulato nella prima parte dell’anno sembra essersi notevolmente ridotto.
Con Jorge Martín nuovo leader del Mondiale, Ai Ogura ormai pienamente inserito nella lotta per il titolo e Trackhouse protagonista assoluta, il campionato entra nella sua fase più incerta. Per Ducati il Sachsenring sarà già un banco di prova decisivo: servirà una risposta immediata per dimostrare che Assen è stato soltanto un incidente di percorso e non l’inizio di un cambio degli equilibri tecnici della MotoGP.