Il manager ligure riaccende il dibattito sulla Ducati 2025 e sul valore assoluto del fuoriclasse spagnolo
Nel paddock della MotoGP bastano poche parole per cambiare il tono delle discussioni. Carlo Pernat lo sa bene e, ancora una volta, ha colpito nel segno. Le sue dichiarazioni sul mondiale conquistato da Marc Marquez hanno acceso il confronto tra tifosi e addetti ai lavori, soprattutto per il riferimento diretto alla Ducati 2025.
Secondo il manager italiano, infatti, il titolo vinto dal campione spagnolo non sarebbe nato da una superiorità tecnica assoluta della Desmosedici, ma dalla capacità del numero 93 di trasformare una moto complicata in un’arma vincente.
“Marquez ha vinto di testa”, è il concetto che emerge con forza dalle analisi circolate nelle ultime ore nel paddock. Una frase che racconta molto più di una semplice valutazione tecnica.
Marc Marquez e la Ducati: un binomio vincente ma non perfetto
L’arrivo di Marc Marquez nel team ufficiale Ducati aveva inevitabilmente creato aspettative enormi. Dopo gli anni difficili vissuti con Honda, il passaggio a Borgo Panigale sembrava destinato a riportare immediatamente lo spagnolo al centro della scena mondiale.
La realtà, però, si è rivelata più complessa del previsto.
Una GP25 veloce ma difficile da interpretare
Durante tutta la stagione 2025 sono emersi segnali chiari di una Ducati meno dominante rispetto alle annate precedenti. La GP25 si è dimostrata velocissima sul giro secco, ma spesso complicata nella gestione della gara e nell’adattamento ai diversi circuiti del calendario.
Anche Francesco Bagnaia ha vissuto momenti difficili, alternando prestazioni da protagonista ad altri weekend caratterizzati da problemi di feeling, soprattutto in frenata e nell’ingresso curva. Un aspetto che ha alimentato le indiscrezioni su una moto ancora lontana dall’equilibrio ideale.
In questo scenario Marquez ha fatto la differenza.
Il fattore Marquez: esperienza, istinto e gestione della pressione
Se Ducati non è stata impeccabile, allora il peso del pilota diventa ancora più decisivo. È questa la chiave dell’analisi di Pernat, convinto che il mondiale sia stato costruito soprattutto grazie al talento e alla mentalità del fuoriclasse di Cervera.
La rinascita del campione spagnolo
Dopo anni segnati dagli infortuni, Marc Marquez si è presentato al 2025 con una motivazione diversa. La lunga sofferenza fisica vissuta dal 2020 in poi ha trasformato il suo approccio alle gare. Meno istintivo rispetto al passato, ma molto più lucido nella gestione dei weekend.
Chi lo ha osservato da vicino durante la stagione racconta di un pilota capace di adattarsi rapidamente ai limiti della moto, trovando soluzioni dove altri vedevano soltanto problemi.
È qui che emerge il vero salto di qualità dello spagnolo. Non più soltanto velocità pura, ma controllo della gara, lettura strategica e gestione mentale delle situazioni critiche.
Ducati sotto pressione: il confronto interno con Bagnaia
L’altra faccia della stagione riguarda inevitabilmente Francesco Bagnaia. Il due volte campione del mondo partiva come riferimento tecnico del progetto Ducati, ma il confronto interno con Marquez ha progressivamente cambiato gli equilibri del box.
Bagnaia tra difficoltà tecniche e pressione psicologica
Nel corso dell’anno il pilota piemontese ha spesso lamentato una moto nervosa e poco prevedibile nei cambi di direzione. La sensazione di non avere totale controllo dell’anteriore ha influenzato diversi weekend chiave, limitando la continuità di risultati.
Marquez, al contrario, ha mostrato una capacità quasi unica di convivere con una moto fisicamente impegnativa, sfruttando il proprio stile aggressivo per compensare i limiti della GP25.
Una differenza che, secondo molti osservatori del paddock, avrebbe inciso anche sul piano psicologico all’interno del team.
Le condizioni fisiche di Marquez e il peso del mondiale 2025
Il titolo assume ancora più valore considerando le condizioni fisiche con cui Marc Marquez ha affrontato parte della stagione. Negli ultimi mesi sono emersi dettagli legati ai problemi alla spalla destra e alle conseguenze degli interventi chirurgici subiti negli anni precedenti.
Nonostante il dolore e le limitazioni fisiche, lo spagnolo è riuscito a mantenere un livello di competitività altissimo, confermando ancora una volta una straordinaria capacità di adattamento.
Anche per questo le parole di Pernat trovano consenso in buona parte del paddock. Per molti tecnici e addetti ai lavori, infatti, il vero vantaggio Ducati nel 2025 non sarebbe stato soltanto il potenziale della Desmosedici, ma la presenza in squadra di uno dei piloti più forti della storia della MotoGP.
MotoGP 2026: Ducati riparte da Marquez
Ora l’attenzione si sposta inevitabilmente sulla prossima stagione. Ducati dovrà capire come rendere la nuova moto più equilibrata e meno estrema, mentre Marquez punta a consolidare ulteriormente il proprio ruolo di leader tecnico del progetto.
Le dichiarazioni di Pernat, nel frattempo, hanno già lasciato il segno. Perché in un’epoca dominata da aerodinamica, elettronica e simulazioni, il manager ligure ha riportato al centro una verità che in MotoGP continua a fare la differenza: il talento del pilota.
E se davvero la Ducati 2025 non era perfetta, allora il mondiale conquistato da Marc Marquez pesa ancora di più.