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WEC, 6 Ore di Spa 2026: BMW firma una doppietta storica, Ferrari rimonta fino al podio

BMW domina la 6 Ore di Spa 2026 con una doppietta storica. Ferrari chiude terza dopo una grande rimonta nel WEC.

Redazione Ultimogiro · 10 maggio 2026 · 5 min di lettura

BMW davanti alla Ferrari durante la 6 Ore di Spa 2026 del FIA WEC
Grafica: Ultimogiro.net

La 6 Ore di Spa-Francorchamps consegna al FIA World Endurance Championship uno dei risultati più sorprendenti e significativi della stagione 2026. Sullo storico tracciato belga è arrivata la consacrazione della BMW M Hybrid V8, capace di dominare il finale di gara e conquistare una straordinaria doppietta davanti alla Ferrari #50, autrice di una rimonta di carattere dopo un weekend iniziato in salita.

In una corsa segnata da continui ribaltamenti, safety car e strategie differenti, il circuito delle Ardenne ha confermato quanto la categoria Hypercar sia oggi una delle più competitive del motorsport mondiale. Nessun dominio assoluto, distacchi minimi e almeno cinque costruttori in lotta concreta per il vertice: il mondiale endurance arriva così a Le Mans con un equilibrio tecnico raramente visto negli ultimi anni.

BMW conquista Spa: prima vittoria Hypercar e doppietta da sogno

La vittoria della BMW #20 rappresenta molto più di un semplice successo. Per il marchio bavarese è il punto più alto raggiunto dal ritorno ufficiale nel mondiale endurance. Robin Frijns, René Rast e Sheldon van der Linde hanno costruito il trionfo con una gara impeccabile sotto ogni aspetto: gestione gomme, strategia e capacità di reagire ai continui cambi di scenario.

Nel momento decisivo della corsa, la BMW ha mostrato un ritmo superiore rispetto alla concorrenza. Dopo l’ultima neutralizzazione, la #20 è riuscita a prendere margine sfruttando perfettamente il traffico delle GT e mantenendo costanza nelle percorrenze lunghe.

René Rast, visibilmente emozionato nel dopo gara, ha sottolineato come il progetto BMW abbia finalmente raccolto quanto seminato negli ultimi due anni, evidenziando il lavoro svolto dietro le quinte dal team WRT e dagli ingegneri della casa tedesca. Anche Robin Frijns ha parlato di una vittoria costruita sulla pazienza, spiegando come la squadra abbia preferito non forzare nella prima metà di gara per preservare le gomme in vista dello sprint finale.

Alle spalle della vettura vincitrice, la BMW #15 di Kevin Magnussen, Raffaele Marciello e Dries Vanthoor ha completato una doppietta che pochi avrebbero immaginato alla vigilia. Magnussen, protagonista di stint estremamente aggressivi, ha resistito nel finale al ritorno Ferrari mantenendo il secondo posto fino alla bandiera a scacchi.

Ferrari salva il weekend con la #50: podio pesante in chiave mondiale

Se il sabato di Spa ha incoronato BMW, Ferrari può comunque guardare al risultato con moderata soddisfazione. La 499P #50 di Antonio Fuoco, Miguel Molina e Nicklas Nielsen ha trasformato un weekend complicato in un podio fondamentale per la classifica iridata.

Dopo qualifiche difficili, il team AF Corse ha costruito la rimonta con una strategia intelligente e un passo gara cresciuto costantemente nel corso delle sei ore. Nelle ultime due ore la Ferrari è stata tra le vetture più veloci in pista, riuscendo a riportarsi stabilmente nella lotta per il podio.

Antonio Fuoco ha parlato di una gara “gestita con intelligenza”, sottolineando come il team abbia scelto di non prendere rischi inutili nella fase centrale per conservare energia e pneumatici nel finale. Anche Miguel Molina ha evidenziato il livello estremamente alto della concorrenza, spiegando come oggi bastino pochi dettagli per perdere o guadagnare diverse posizioni.

Più amaro invece il bilancio della Ferrari #51. L’equipaggio composto da Pier Guidi, Calado e Giovinazzi sembrava in piena corsa per il podio fino all’episodio che ha compromesso definitivamente la gara. Il contatto nel finale ha infatti costretto la vettura a perdere terreno, spegnendo le ambizioni di un risultato importante.

Nonostante tutto, Ferrari lascia Spa con indicazioni tecniche incoraggianti. La 499P ha confermato un’eccellente gestione sul passo lungo e una competitività evidente nei tratti misti del circuito belga. Elementi che potrebbero diventare decisivi alla 24 Ore di Le Mans.

Aston Martin cresce ancora, Alpine spreca una grande occasione

Tra i temi più interessanti emersi dalla 6 Ore di Spa c’è la crescita costante di Aston Martin. La Valkyrie #007 ha chiuso ai piedi del podio dopo aver mostrato per tutta la gara un ritmo sorprendentemente competitivo.

Il progetto britannico, ancora relativamente giovane nella categoria Hypercar, continua a fare passi avanti soprattutto dal punto di vista dell’affidabilità e della stabilità aerodinamica. A Spa, circuito che premia efficienza e velocità di percorrenza, la vettura inglese ha impressionato molti addetti ai lavori.

Anche Alpine ha confermato i progressi già intravisti nelle gare precedenti. La A424 è stata protagonista soprattutto nelle prime fasi del weekend, mostrando velocità sul giro secco e un ottimo bilanciamento nelle curve veloci. Tuttavia neutralizzazioni e traffico hanno complicato la strategia del team francese, che non è riuscito a concretizzare il potenziale mostrato in pista.

Toyota resta nell’ombra: segnali da interpretare prima di Le Mans

Spa-Francorchamps ha invece rappresentato un campanello d’allarme per Toyota. La squadra giapponese, dominatrice delle ultime stagioni endurance, non è mai sembrata realmente in grado di controllare il ritmo della corsa.

La Toyota #7 ha limitato i danni chiudendo in top five, ma il gap mostrato rispetto a BMW e Ferrari soprattutto nei tratti più veloci del circuito ha acceso interrogativi nel paddock. Ancora più complicata la gara della #8, rimasta lontana dalla lotta per le posizioni di vertice.

Il team giapponese continua però a rappresentare un punto di riferimento sul piano dell’esperienza e della gestione strategica. Ed è proprio per questo che molti avversari evitano di escludere Toyota dalla corsa alla vittoria a Le Mans.

WEC 2026: equilibrio totale verso la 24 Ore di Le Mans

La 6 Ore di Spa ha confermato definitivamente che il FIA WEC 2026 vive una fase di equilibrio tecnico straordinario. BMW ha trovato la consacrazione definitiva del proprio progetto Hypercar, Ferrari si è confermata solidissima sul passo gara, Aston Martin continua a crescere mentre Alpine appare ormai stabilmente inserita nel gruppo di vertice.

Con differenze così ridotte tra i costruttori, la sensazione è che la prossima 24 Ore di Le Mans possa trasformarsi in una battaglia apertissima. A fare la differenza non saranno soltanto velocità e strategia, ma anche affidabilità, gestione traffico e capacità di adattarsi alle condizioni della pista nel corso delle 24 ore.

Spa, ancora una volta, ha lanciato il segnale più chiaro possibile: il mondiale endurance non ha più un padrone assoluto.

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