La nuova McLaren endurance debutta in pista: obiettivo FIA WEC 2027
McLaren ha acceso il motore del proprio ritorno nell’endurance mondiale. Sul circuito di Varano de’ Melegari la nuova MCL-HY ha completato i primi chilometri della sua storia, inaugurando ufficialmente il programma che porterà la casa di Woking nel FIA World Endurance Championship dal 2027.
Un momento atteso da mesi nel paddock internazionale e che ora diventa realtà. Le immagini della Hypercar inglese hanno immediatamente fatto il giro del mondo: livrea papaya, linee aggressive e un’identità visiva fortemente legata al DNA racing McLaren. Ma dietro l’impatto estetico si nasconde soprattutto un progetto tecnico ambizioso, costruito per riportare il marchio britannico nella corsa alla vittoria assoluta della 24 Ore di Le Mans.
La MCL-HY rappresenta molto più di una nuova vettura da competizione. È il simbolo del ritorno ufficiale di McLaren nella classe regina dell’endurance, in un’epoca in cui il WEC è diventato il campionato più competitivo del motorsport mondiale.
Una Hypercar nata per vincere
Telaio Dallara e motore V6 ibrido: così nasce la MCL-HY
La nuova McLaren è sviluppata secondo il regolamento LMDh, soluzione scelta da numerosi costruttori per contenere costi e tempi di sviluppo senza rinunciare alle prestazioni.
Il telaio è firmato Dallara, garanzia di esperienza e affidabilità nelle competizioni prototipi, mentre il cuore della vettura è un V6 biturbo ibrido sviluppato da Autotecnica Motori. Una scelta tecnica che conferma la volontà di McLaren di puntare su un progetto compatto, efficiente e altamente evoluto dal punto di vista aerodinamico.
Durante i primi test di Varano il team si è concentrato soprattutto sull’integrazione dei sistemi elettronici, sulla gestione del powertrain ibrido e sulla verifica dell’affidabilità generale della vettura. Chilometri fondamentali per una Hypercar completamente nuova, chiamata ad affrontare uno dei campionati più duri del panorama internazionale.
Le prime sensazioni, però, sembrano incoraggianti. Il comportamento della vettura è apparso subito stabile e il sound del V6, diffuso anche attraverso i canali social del team, ha già acceso l’entusiasmo degli appassionati.
Jensen apre il programma: “McLaren ha qualcosa di speciale”
Il pilota danese guida i primi chilometri della Hypercar britannica
A portare in pista la MCL-HY per la prima volta è stato Mikkel Jensen, scelto da McLaren come riferimento iniziale dello sviluppo. Il danese ha affrontato le prime uscite con un programma estremamente delicato: verifiche software, procedure di sicurezza e raccolta dati sui sistemi ibridi.
Al termine della sessione Jensen non ha nascosto l’emozione per un momento destinato a entrare nella storia recente del marchio britannico. Il pilota ha spiegato di aver percepito immediatamente il potenziale del progetto e di essere orgoglioso di poter contribuire alla nascita della nuova Hypercar McLaren.
Le sue parole raccontano un ambiente già molto compatto, con una squadra che sembra avere idee chiare sul percorso da seguire nei prossimi mesi. Non è un caso che McLaren abbia deciso di iniziare il programma di sviluppo con largo anticipo rispetto al debutto ufficiale: il livello della categoria Hypercar impone preparazione assoluta.
Saucy continua il lavoro: sviluppo intensivo verso il 2026
Nel secondo giorno di test il volante è passato a Grégoire Saucy, altro nome centrale del programma endurance McLaren. Lo svizzero ha lavorato in condizioni meteo complicate, affrontando una pista resa insidiosa dalla pioggia.
Situazioni che, però, possono rivelarsi preziose nella fase iniziale di sviluppo. Gli ingegneri hanno infatti potuto raccogliere dati importanti sul comportamento della vettura in condizioni di grip variabile, iniziando a costruire le prime basi dell’assetto.
Saucy ha parlato di un’esperienza speciale, sottolineando il privilegio di poter prendere parte a un progetto così ambizioso fin dalle sue prime fasi. Il programma McLaren proseguirà ora con una lunga serie di test privati durante tutto il 2026, anno decisivo per preparare il debutto ufficiale nel mondiale endurance.
McLaren punta alla Tripla Corona moderna
Formula 1, IndyCar e WEC: il piano globale di Woking
Dietro il progetto MCL-HY c’è una strategia molto più ampia. McLaren vuole essere protagonista contemporaneamente nelle tre principali categorie del motorsport mondiale: Formula 1, IndyCar ed endurance.
L’ingresso nel FIA WEC rappresenta quindi un tassello fondamentale della visione sportiva della casa inglese. L’obiettivo dichiarato è tornare a vincere Le Mans e inseguire quella Tripla Corona che da sempre rappresenta parte dell’identità McLaren.
Il team principal James Barclay ha definito il debutto in pista della vettura un passaggio storico, spiegando come il rispetto delle tempistiche previste rappresenti già un primo successo tecnico e organizzativo. Ma il messaggio più importante riguarda le ambizioni: McLaren non entra nel WEC per partecipare, entra per competere al vertice.
Una sfida durissima nel mondiale endurance
Ferrari, Porsche e Toyota attendono McLaren
Il ritorno di McLaren arriva in un momento irripetibile per il FIA WEC. La categoria Hypercar è diventata il centro del motorsport mondiale grazie alla presenza ufficiale di Ferrari, Porsche, Toyota, BMW, Cadillac, Peugeot, Alpine, Lamborghini e Aston Martin.
Una concorrenza feroce che renderà il debutto della MCL-HY estremamente complesso. Ma proprio questo scenario rende ancora più affascinante il progetto di Woking.
I primi chilometri percorsi a Varano rappresentano soltanto l’inizio. La strada verso Le Mans 2027 è ancora lunga, ma McLaren ha finalmente iniziato il proprio viaggio. E il messaggio lanciato dal box britannico è già chiarissimo: il futuro dell’endurance parla anche papaya.