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Dopo il doppio ritiro di Alonso e Stroll in Messico, Honda porta contromisure tecniche a Interlagos per proteggere la MGU-K.
Redazione Ultimogiro · 6 novembre 2026 · 2 min di lettura

Honda arriva al Gran Premio del Brasile con interventi su due fronti, hardware e software, dopo il guasto alla MGU-K che in Messico ha fermato Fernando Alonso e Lance Stroll. Il problema si è presentato sulle Aston Martin in un fine settimana complicato dai sistemi di raffreddamento e dall’altitudine di Città del Messico, dove il tracciato si trova oltre i 2000 metri sul livello del mare. Le due monoposto hanno abbandonato la corsa quasi in contemporanea, nello stesso giro e pressoché per la stessa causa.
A Interlagos il quadro sarà meno estremo rispetto al Messico, ma l’altitudine resta un elemento da considerare. Per questo Honda ha scelto di intervenire già per questo weekend con correttivi pensati per migliorare l’affidabilità della power unit in condizioni che restano delicate, anche se non ai livelli del tracciato messicano.
Shintaro Orihara, responsabile delle operazioni Honda, ha ricostruito l’origine del guasto: «In particolari circostanze il nostro motore si è comportato in modo un po' anomalo», ha detto a Motorsport.com Italia. Secondo quanto spiegato, quel comportamento ha mandato in affanno il circuito di raffreddamento dell’ERS collegato al motore e, alla fine, ha provocato il cedimento della MGU-K, sia in qualifica sia in gara, nelle condizioni dovute all’altitudine elevata del Messico.
Orihara non ha indicato nel dettaglio quali componenti siano stati modificati né quanto profondi siano gli interventi sul software. Ha però confermato che in Brasile Honda presenta contromisure mirate a rafforzare la robustezza del sistema. La linea scelta dal costruttore giapponese è chiara: agire prima del weekend di Interlagos per evitare che le anomalie viste in Messico si ripetano con lo stesso effetto sulle Aston Martin di Alonso e Stroll.
Dalla fonte emerge anche un altro punto: in Messico il problema non è nato solo dalla gestione della temperatura in pista, ma da una combinazione di fattori legati alle condizioni di funzionamento della power unit. Per questo Honda ha ritenuto necessario muoversi su più livelli, senza limitarsi a una sola correzione tecnica.
Il Brasile, pur non presentando le stesse difficoltà estreme del GP del Messico, impone comunque attenzione perché il circuito resta in quota. Honda proverà dunque a verificare in pista la bontà degli aggiustamenti già introdotti tra una gara e l’altra, con l’obiettivo immediato di evitare un nuovo stop prematuro e di tenere sotto controllo la parte termica del sistema.
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