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A Interlagos il campione del mondo visita la famiglia Senna, gira sui kart di casa Ayrton e pensa già al dopo Mondiale.
Redazione Ultimogiro · 6 novembre 2026 · 2 min di lettura

Kimi Antonelli è entrato nella Fazenda Dois Lagos, in Brasile, e si è seduto nell’abitacolo della Lotus 98T-Renault di Ayrton Senna. Accanto a lui c’erano il padre Marco e tre persone della famiglia del campione brasiliano: Bruno, Lalalli e Bianca. Per il ventenne italiano, diventato campione del mondo a Città del Messico e più giovane iridato della storia della Formula 1, il weekend di Interlagos comincia così: dentro il mondo del suo idolo, con la stessa naturalezza con cui continua a guardare avanti.
Al paddock di Interlagos Antonelli presenta lo stesso slancio di sempre. Dice di essere in Brasile per provare a vincere e tiene già lo sguardo oltre il titolo appena conquistato: l’obiettivo, racconta, è lavorare sul 2027 e usare le gare che restano come passaggio verso la prossima stagione. Anche dopo il successo in Messico, il suo modo di stare nel campionato non cambia. La testa resta lì, sulle sfide che arrivano e sul ritmo da mantenere fino alla fine del Mondiale.
La visita nella tenuta dei Senna è stata il momento centrale del suo arrivo in Brasile. Antonelli ha potuto vedere la proprietà, salire sulla Lotus del 1986 e girare sui kart nella pista che si trova lì. La famiglia lo ha accolto con calore e gli ha fatto anche diversi doni, tra cui magliette, una riproduzione della statua di Senna presente in circuito e un giubbetto di pelle marrone ispirato a quello usato dal brasiliano. «La famiglia Senna mi ha accolto a braccia più che aperte», ha detto Antonelli.
Il legame con Ayrton non passa soltanto da una visita o da un ricordo. A Interlagos Antonelli porterà anche un casco speciale, presentato come omaggio al tre volte campione brasiliano e ai colori del suo paese. La passione per Senna, come raccontano le fonti, arriva anche dal padre Marco e si traduce in gesti concreti, non in una celebrazione di facciata.
Quando il Mondiale finirà, Antonelli pensa di fermarsi. «Lo farò per un bel mese quando finirà il Mondiale, anche un po’ di più», ha detto. Solo allora, ha aggiunto, cercherà di non pensare alle corse. Adesso no: ora vuole restare concentrato, senza lasciarsi andare troppo presto alla stanchezza di fine stagione.
Il suo Brasile parte da qui, da una giornata passata tra ricordi, simboli e persone che conservano il nome di Senna come una presenza viva. Per Antonelli, che a Interlagos porterà un casco dedicato al suo idolo, il viaggio continua con la stessa idea di sempre: tenere insieme memoria e futuro, senza perdere il filo che lo lega a chi lo ha ispirato.
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