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Fernández in Yamaha Factory e Oliver sulla ZXMoto per il MXGP 2027

Yamaha ufficializza Rubén Fernández per il 2027, mentre ZXMOTO affida a Oriol Oliver il proprio debutto ufficiale nella classe regina.

Redazione Ultimogiro · 6 novembre 2026 · 1 min di lettura

Dettaglio moto da motocross nel box con fango e gomme
Immagine generata con IA

Prima ancora che il Mondiale riparta, il 2027 prende forma dentro i box. Yamaha Motor Europe ha annunciato Rubén Fernández nel team Yamaha Factory Racing MXGP per la prossima stagione, mentre ZXMOTO ha affidato a Oriol Oliver un posto nel proprio progetto ufficiale per l’ingresso in MXGP. Due movimenti diversi, ma entrambi pesanti per la griglia della classe regina.

Fernández, 27 anni, arriva da Vigo e torna in Yamaha con una YZ450FM. Per lui è un ritorno in una casa già conosciuta: aveva corso con il marchio giapponese nel Mondiale MX2 nel 2020, poi ha attraversato sei stagioni in Honda, con le ultime quattro da pilota ufficiale HRC nella top class. Nel suo percorso ci sono anche una vittoria in un Gran Premio, arrivata nel 2023, il quinto posto nel mondiale dello stesso anno e il quarto finale nel 2025. Nel 2027 troverà al suo fianco Tim Gajser, dentro una struttura che Yamaha ha centralizzato nella sede di Gerno di Lesmo, in Italia.

Dall’altra parte del mercato, secondo Motocross.it, ZXMOTO ha ufficializzato a EICMA il proprio programma sportivo per il 2027 con JM Racing. Il costruttore cinese entra nel Mondiale MXGP con una squadra ufficiale e sceglie Oriol Oliver come uno dei due piloti di riferimento. Lo spagnolo arriva da una stagione d’esordio nella classe regina con SS24 Gabriel KTM e nel nuovo progetto dividerà il garage con il norvegese Kevin Horgmo, passato a sua volta alla struttura ufficiale.

Per Fernández si tratta di un rientro in un ambiente noto, ma dentro una cornice tecnica completamente diversa. Per Oliver, invece, è il salto in una realtà che nasce adesso, con un marchio che si affaccia alla top class e prova subito a misurarsi con i nomi forti del mondiale. Il paddock si muove così, pezzo dopo pezzo: un ritorno che riapre una storia, un debutto che ne scrive una nuova.

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